Frattura di polso

Il polso è un’articolazione formato da diverse ossa.
La frattura di polso colpisce piu’ frequentemente la parte distale del radio, verificandosi durante una caduta sulla mano a braccio esteso, con il polso esteso e flesso.

Fattori di rischio:

– Osteoporosi (le ossa perdono il loro contenuto minerale che determina un’elevata fragilità ossea).
Per tale motivo l’incidenza di queste fratture è piu’ alta nella popolazione anziana.
– alcune attività sportive, dove si riscontra un elevato rischio di trauma al polso:
snowboard, sci, ciclismo

Sintomi:

– Dolore
– Tumefazione
– Deformità (viene chiamata “a dorso di forchetta”)

Diagnosi:
L’esame radiografico è il piu’ utile per fare diagnosi della frattura e da informazioni importanti sul tipo di frattura ed eventuale trattamento.

Trattamento:
Per il trattamento di questo tipo di frattura esistono diverse opzioni. La decisione e la scelta dipende da fattori come il tipo di frattura e le condizioni generali del paziente.
Il trattamento può essere:
– Non chirurgico
– Chirurgico

Trattamento non chirurgico:

Per fratture composte è sufficiente un apparecchio gessato (lungo o corto, in base al tipo della frattura), che deve essere mantenuto per 4-5 settimane, fino alla guarigione radiografica, eventualmente seguito da un tutore di polso rimovibile.

Se la fratture è scomposta è necessaria ricostruire l’anatomia dell’osso, riallineando i frammenti della frattura. La riduzione si può conseguire con una manovra incruenta, quindi senza intervenire chirurgicamente. Eseguito la riduzione viene confezionato l’apparecchio gessato ed eseguito nuovamente una radiografia, per valutare la posizione dei frammenti. E’ necessario un monitoraggio radiografico con 1 (o 2 ) controlli Rx in gesso, per vedere se la fratture non si è nuovamente scomposta.
Dopo 4-5 settimane verrà rimosso il gesso. A questo punto è molto importante iniziare subito la fisioterapia per recuperare l’articolarità ed il movimento del polso, che al momento della rimozione del gesso sarà rigido e limitato nel suo movimento.
Se al controllo radiografico si dovesse evidenziare una scomposizione secondaria della frattura, segno che il gesso non è in grado di mantenere una riduzione ottimale nel tempo, potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico.

Le complicanza del trattamento non chirurgico possono essere:
-rigidità dell’articolazione
-viziosa consolidazione (guarigione della frattura in posizione non anatomica)
-mancata consolidazione (non guarigione della frattura)
-algodistrofia (sindrome dolorosa complessa)
-perdita della riduzione della frattura (e la necessità di intervenire chirurgicamente)

Trattamento chirurgico:

Per le frattura scomposte e instabili, o per fratture che interessano l’articolazione, può essere necessario un intervento chirurgico, con placca e viti/fissatore esterno/fili di Kirschner. La scelta del tipo di intervento dipende soprattutto dal tipo di frattura e dalle condizioni della cute e dei tessuti molli.

Placca e viti
L’utilizzo di placca e viti per il trattamento chirurgico di una frattura di polso è consigliato nella maggior parte dei casi. I vantaggi di tale trattamento sono una mobilizzazione precoce del polso e quindi un rischio ridotto di rigidità, e una riduzione più anatomica soprattutto per le fratture articolari. Dopo l’intervento chirurgico viene posizionata una stecca di gesso, che dopo un breve periodo può essere sostituita da un tutore per iniziare presto la mobilizzazione del polso.

 

Fissatore esterno
Un’altra possibilità per trattare chirurgicamente una frattura di polso è il fissatore esterno, un apparecchio che rimane appunto all’esterno, non coperto della pelle. Il vantaggio di questo tipo di trattamento è che non richiede l’incisione chirurgica della pelle e l’osso non viene esposto. Lo svantaggio è il rischio di infezione delle viti che fuoriescono dalla pelle e l’impossibilità di ridurre anatomicamente una frattura articolare.

Fili di Kirschner
I fili di Kirschner sono fili metallici che si posizionano attraverso la pelle per tenere in posizione la frattura ridotta. Una frattura trattata in questo modo deve essere comunque immobilizzata con un apparecchio gessato.

Complicanze di tutti i tipi di trattamento chirurgico possono essere:
-lesione di nervi o vasi
-anestesie/parestesie della pelle
-cheloide (cicatrice abbondante)
-infezioni
-mancata consolidazione
-rigidità dell’articolazione

Fisioterapie e recupero funzionale
Dopo la rimozione del gesso o dopo un intervento chirurgico in tutti i pazienti è presente una rigidità del polso, che avrà bisogno di riabilitazione per riprendere il movimento e la funzionalità del polso.

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